Primo rapporto in Italia sull’early stage relativo a start up e business angel

E’ stato presentato la scorsa settimana a Milano il primo rapporto congiunto Iban (Italian business angel network) e VeM (osservatorio Venture Capital Monitor) relativo all'early stage in Italia. La ricerca condotta ha come scopo quello di fornire un quadro completo del mercato dell’early stage in Italia che coinvolge start up e capitalist venture.

Nonostante il periodo di crisi e la difficoltà per una giovane impresa di decollare il rapporto ha registrato 213 nuovi investimenti nel 2011, trainato dagli angel investor che hanno chiuso 149 operazioni, contro le 64 riconducibili all'ambito di fondi istituzionali.

Il Venture Capital Monitor – VEM è un Osservatorio nato nel 2008 presso l’Università Carlo Cattaneo – LIUC, in collaborazione con AIFI e con il contributo di S.I.C.I. – Sviluppo Imprese Centro Italia SGR, lo Studio Legale Bird & Bird e Dedalus SpA, e si pone come obiettivo quello di sviluppare un monitoraggio permanente sull’attività di early stage istituzionale svolta nel nostro Paese.

L’ IBAN, l’Associazione italiana dei business angels nata nel 1999, invece sviluppa e coordina l’attività l’investimento nel capitale di rischio in Italia e in Europa da parte degli investitori informali. IBAN si occupa inoltre di incoraggiare lo scambio di esperienze tra i B.A.N., promuovere il riconoscimento dei Business angels e dei B.A.N. come soggetti di politica economica e, da 9 anni, cura l’indagine sulle operazioni degli angel investors. I dati di IBAN sono stati raccolti con la compilazione di un questionario on-line presente sul sito www.iban.it, integrato da comunicazioni cartacee di alcuni Club di Investitori.

Il questionario consiste di 58 domande, divise in 3 parti: le prime due riguardano l’aspetto qualitativo e quantitativo degli investimenti e dei disinvestimenti effettuati, mentre l’ultima parte si focalizza sulle caratteristiche personali ed operative dei business angels in Italia. L’Associazione IBAN ha sottoposto il questionario a 1510 interlocutori, suddivisi in due macro-categorie: i Soci diretti e indiretti appartenenti a Club e BAN associati (210 persone) e le terze parti (persone fisiche singole, Club di Investitori, Organizzazioni, Incubatori ed Acceleratori d’impresa) individuate da IBAN (1.300 persone).

Nel 2011, questa categoria, è stata integrata grazie anche a una collaborazione con Banca d’Italia. In questo universo così composto ha risposto un campione di 225 persone (135 la prima categoria e 90 per la seconda). E allora vediamolo nel dettaglio i risultati della ricerca:

IL MERCATO DELL’EARLY STAGE FINANCING IN ITALIA

La ricerca, in termini aggregati, ha complessivamente individuato 161 società target partecipate in Italia nel corso del 2011, di cui 45 riconducibili all’ambito VeM e 116 a quello di IBAN. Nel corso del 2011, il mercato dell’early stage ha registrato investimenti complessivi per circa 71,2 milioni di Euro. In particolare, 50 milioni di Euro sono riconducibili a investitori istituzionali mentre 21,2 milioni di Euro sono attribuibili al mondo dei business angels che per caratteristiche sue proprie presenta soglie di investimento medie sensibilmente inferiori

Tipologia d’investimento

Per quanto riguarda l’analisi della tipologia d’investimento, il mercato ha espresso nel corso del 2011 una preferenza per le operazioni di seed capital (60%) nei confronti delle start-up (40%) In termini di localizzazione geografica delle target acquisite nel corso del 2011, la leadership spetta alla Lombardia che ha calamitato oltre un terzo dell’intero mercato. Lombardia, Toscana e Piemonte rappresentano le Regioni maggiormente attive ricoprendo il 55% del mercato. Nel Centro Italia si distingue la performance del Lazio che ha realizzato 13% delle operazioni. Discreta attenzione viene riservata anche al Sud Italia che ha rappresentato circa un quinto dell’attività di investimento.

Distribuzione settoriale

Sul fronte settoriale si conferma il carattere altamente tecnologico del mondo dell’early stage in Italia. Il 2011 ha infatti registrato una predominanza del mondo ICT che ha attratto il 31% delle preferenze degli investitori. In particolare si distinguono le iniziative legate alle web and mobile application, sottocategoria dell’ICT che ha rappresentato ben il 15% del mercato. Il comparto dei beni industriali ha inciso per il 13% mentre il comparto medicale e sanitario segue con il 10%. Per leggere tutto il rapporto

http://www.iban.it/wp-content/uploads/2012/11/Early-Stage-in-Italia-2012.pdf

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