Start up all'estero

Molti giovani imprenditori decidono di aprire delle giovani imprese start up all’estero, perchè? Il fenomeno è in forte aumento soprattutto in tempi di crisi eppure anche l’estero è stato colpito dalla crisi economica mondiale. Le start up italiane piacciono molto ma preferiscono crescere all’estero per i minor vincoli che ci sono e per le opportunità che sembrano esserci nonostante la crisi.

 

Il “ dream Team” di una start up non è diverso se in Italia o all’estero, cambiano solo le condizioni e l’ambiente e forse una giusta dose di libertà nel fare e nel proporre idee nuove e nel ricevere stimoli continui. Spesso in certi paesi come l’Italia, si parte con una bellissima idea innovativa ma ci si arena facilmente e la gioia iniziale si tramuta in uno stagnante lavoro ripetitivo del team che non allunga le sue gettate di impresa.

L’estero rimane sempre una molla costante e quotidiana di stimoli e anche se un' idea non è al 100% realizzabile, ci sono delle condizioni che la renderanno fattibile o per lo meno daranno la possibilità di provare a crescere ed ad avere successo. Aprire una neo impresa all’estero non è difficile. La sfida consiste nel trovare l’idea giusta che possa essere originale e unica sul mercato, ma una volta trovata l’idea basta recarsi ( nel caso di una start up a Londra) alla Company house, l’equivalente italiano del registro delle imprese.

La differenza è che possiamo partire con un minimo capitale iniziale di impresa di poche centinaia di sterline. Purtroppo questo non avviene in Italia per esempio che per costituire una una Srl ci vogliono molti soldi alcuni destinati a costituire il capitale e gli altri alle spese burocratiche incluso il notaio. La semplicità di iscrizione di una start up all’estero non deve illudere che sia tutto semplice anzi, le neo imprese all’estero sono organi molto importanti e devono sottostare a rigide regole del fisco e a regolari controlli, insomma, la facilità burocratica non implica in molti casi l’efficienza di una struttura.

Per aprire un’attività all’estero bisogna tenere ben presente la forma giuridica che fa al caso vostro, tenendo in conto determinati elementi quali: dimensione dell’impresa che intendete costituire, eventuali forme di finanziamento, tipologia di attività ecc. Va sottolineato che all’estero non si possono trovare o “comprare” le capacità di fare un’ impresa, quelle devono essere scritte dentro il Dna o nel cuore di chi crede nei propri sogni. L’estero è solo un terreno fertile dove se si è capaci i sogni daranno i loro frutti. Anche in questo caso dopo essersi iscritti al registro delle imprese territoriali del paese estero scelto, bisogna iniziare a trovare i finanziamenti giusti per la vostra idea.

Per i finanziamenti bisogna lavorare mirando ai canali adatti che possono essere gli incubatori di impresa, o i finanziamenti europei. I primi sono molto in voga all’estero sono una sorta di “nicchia” che offrono ad altre imprese la possibilità di crescere e svilupparsi. Prendono una start up e la fanno crescere fin dalle primi fasi inziali, aiutandoli con la fase amministrativa, la fase del marketing fino alla ricerca dei clienti per poi alla fine lasciarle volare da sole.

Un altro modo e’ presentare da soli il progetto e l’idea in conferenze dove ci sono imprenditori privati che vogliono investire in nuove idee, i cosi detti Angel che apportano capitale di rischio nelle piccole e medie imprese (PMI) sulla base della fiducia, della convenienza e dell’apprezzamento reciproco con l’imprenditore, metodo molto usato in America, per esempio Facebook all’inizio si e rivolto proprio ad un Angel.

Oppure per trovare capitale iniziale ci si può rivolgere ai bandi Europei per ottenere finanziamenti a fondo perduto. Anche le banche possono essere utili ad appoggiare la vostra idea di impresa ma come in Italia anche all’estero fare un “patto con la banca” significa indebitarsi e visto che siamo all’estero e ci sono alternative meglio provarle prima tutte. Una volta trovati i finanziamenti giusti, siamo pronti per iniziare a mostrare di che stoffa siamo fatti, e in questa fase non vi può aiutare nessuno solo il vostro istinto e le vostre capacità.

In definitiva l’estero sembra essere un posto dove molto è possibile, e in certi casi lo è, ma alla base di tutto ci deve essere un' attenzione ed una cura per la propria idea sempre e ovunque. All’estero è più facile trovare un dialogo con le istituzioni e gli imprenditori, ma va tenuto sempre conto che in ogni posto in cui si va, si porta sempre dietro ciò che si è.

Read 69851 times Last modified on Monday, 15 February 2016 12:25
Tagged under
More in this category: prova1 »
Top